A CIASCUN BAMBINO IL SUO SPORT

Lo sport perfetto non esiste. Esiste piuttosto uno sport che si adatta meglio di altri alle caratteristiche di un bambino o per il quale il bambino si sente maggiormente portato.

Come capire qual è lo sport migliore per nostro figlio?

Il metodo migliore per capirlo è lasciarlo provare. É un’esperienza formativa che gli permette di sperimentare sé stesso, capire e superare i suoi limiti.

Vediamo un piccolo elenco di sport da tenere in considerazione:

1 – Atletica leggera

 Si può iniziare a 6-8 anni, ma solo sotto forma di gioco, perché il bambino non tollera carichi e sforzi prolungati. Fino all’adolescenza, pertanto, si può parlare solo di pre-atletica, che ancora una volta è ottima per arricchire il bagaglio di esperienze motorie, ma deve essere condotta con tempi e sforzi commisurati all’età del bambino.

Perché sceglierla

  • È uno sport che fornisce una buona preparazione di base.
  • Nella bella stagione si pratica all’aria aperta, quindi dà la possibilità di uscire dal chiuso delle palestre.

Quando l’attività agonistica: dai 16 anni

2 – Bicicletta

In genere si incomincia a muoversi senza rotelle intorno ai 4-5 anni, e da quel momento la bicicletta può diventare una vera passione.

Perché sceglierla

  • Ha un ruolo importante nel favorire lo sviluppo della personalità: aiuta ad acquisire fiducia in se stessi, amplia l’autonomia, la libertà, la responsabilità, la capacità di osservazione. In più, il bambino impara ad anticipare le situazioni, prendere decisioni e risolvere problemi, come ad esempio deve fare per evitare di cadere
  • La bicicletta rinforza in modo particolare gli arti inferiori, quindi non è uno sport completo, però insegna a stare in equilibrio, coordinare i movimenti e iniziare a rispettare le regole della strada.

Quando l’attività agonistica: dai12 anni

3 – Calcio 

Il vero e proprio calcio si intraprende verso i 7-8 anni, prima dei 7-8 anni è di solito il minicalcio, in un campo ridotto e con delle porte più piccole. Anche il numero dei bambini in squadra è inferiore e soprattutto non ci sono ruoli, che il bambino non sarebbe in grado di ricoprire. Più che altro si fa ginnastica, o esercizi propedeutici al calcio. Un allenamento strutturato come il calcio prima dei 12 anni non è pensabile. Il calcio non può essere considerato uno sport completo, perché sviluppa solo la muscolatura delle gambe.

Perché sceglierlo

  • E’ una delle attività che più favorisce la socializzazione e lo spirito di gruppo, che insegna a mettere da parte il proprio egoismo per il bene della squadra.
  • E’ molto coinvolgente anche per la grande partecipazione di pubblico nei confronti di questa disciplina.

Quando l’attività agonistica: dai 12 anni.

4 – Danza

È l’attività preferita delle bambine, che sin da piccole sognano di vedersi col tutù, ma sono sempre più numerosi i maschietti che si avvicinano con passione alla danza. I primi corsi partono dai 5 anni.

Perché sceglierla

  • Abitua a una postura corretta, regala grazia ai movimenti e insegna il senso del ritmo, sviluppa la musicalità ed è utile per far emergere qualcosa che è innato, da utilizzare come base per apprendimenti futuri.
  • La danza può essere considerata un’attività completa a patto che preveda una prima parte di preparazione generica attraverso la ginnastica. Se invece la lezione si limita soltanto a far apprendere i passi base della danza non può certo essere considerata un’attività fisica.

Quando l’attività agonistica: dagli 8 anni

 

5 – Ginnastica

 Anche la ginnastica generica è un’attività altamente raccomandabile, che si può intraprendere abbastanza presto, intorno ai 5 anni.

Perché sceglierla 

  • favorisce l’armonico sviluppo di ossa, muscoli e articolazioni, aumenta la conoscenza, la consapevolezza ed il controllo del proprio corpo
  • con gli anni, può essere il complemento ideale di discipline più specifiche, come il tennis o il calcio.

Quando l’attività agonistica: dai 6-7 anni

6 – Judo e karate

Sono entrambe arti marziali, che possono essere intraprese non prima dei 7-8 anni perché richiedono una coordinazione neuromotoria che al di sotto di una certa età è poco sviluppata.

Perché sceglierli

  • Le arti marziali possono rivelarsi utili sia ai bambini più timidi e insicuri, perché infondono fiducia nelle proprie capacità, sia a quelli più “vivaci”, perché insegnano a controllare la propria aggressività.
  • Attraverso l’apprendimento di certe posture il bambino acquisisce gradualmente la conoscenza, la consapevolezza e il controllo del suo corpo.

Quando l’attività agonistica: per il karate dagli11 anni, per il judo dai 14 anni.

7 – Nuoto

Il nuoto è l’unico sport consigliato fin da piccolissimi. I primi corsi veri partono dai 3 anni.

 Perché sceglierlo 

  • Il nuoto consente uno sviluppo armonioso di tutto il fisico, aiuta la coordinazione dei movimenti.
  • Saper nuotare è utile anche ai fini della sicurezza.
  • In acqua il bambino è inserito in un elemento che è in contrasto col proprio corpo, e questo gli consente di prendere maggiore coscienza del corpo stesso
  • è un’attività che non dà carichi sull’apparato locomotore, perché l’acqua toglie l’effetto peso e non si rischiano traumi.

Quando l’attività agonistica: dagli 8 anni.

 

8 – Pallacanestro e pallavolo

Entrambi sono sport di situazione come il calcio, e per questo si possono cominciare verso i 7-8 anni purché si tratti di corsi specifici per bambini, che prendono il nome di minibasket e minivolley

Perché sceglierli

  • Sono attività complete, che fanno lavorare sia le gambe che la parte superiore del corpo, allungano la colonna vertebrale e fortificano gli addominali.
  • Stimolano lo spirito di gruppo e sviluppano precisione e abilità.

Quando l’attività agonistica: dai 12-13 anni

 

9 – Pattinaggio

 È uno sport che si può iniziare abbastanza presto, intorno ai 5 anni, ma deve essere affiancato da un’attività generica, come il nuoto o la ginnastica.

Perché sceglierlo

  • consente di apprendere un equilibrio diverso da quello al quale si è abituati, quindi è un’ottima occasione per sviluppare le capacità coordinative.
  • è uno sport ‘ibrido’, ma è concepito prevalentemente come attività ludico-ricreativa.
  • può essere l’occasione per salutari passeggiate all’aperto insieme ai famigliari o agli amici, e proprio per questo aiuta la socializzazione e la condivisione del momento ludico con il gruppo.

 Quando l’attività agonistica: dai 7 anni. INFO

 

10 – Scherma e Tennis

 Come il calcio, il basket e la pallavolo, la scherma e anche il tennis sono sport di situazione, che quindi richiedono certe capacità che il bambino piccolo non possiede ancora. I corsi si possono cominciare sin dai 7-8 anni.

Perché sceglierli

  • Sono entrambe attività che divertono e appassionano, inoltre sviluppano molto concentrazione e disciplina.

Quando l’attività agonistica: tennis dai 10 anni e scherma dagli 8 anni.

 

11 – Sci

É un’attività che si può apprendere sin da piccoli, verso i 4 anni, perché il gesto tecnico è sì complesso, tuttavia non è basato sulla forza, i bambini sono inoltre avvantaggiati dal fatto di avere un baricentro molto basso, che consente loro maggiore stabilità”.

Perché sceglierlo

  • Sviluppa l’agilità, la coordinazione neuro-motoria e l’equilibrio;
  • insegna ad avere fiducia nelle proprie capacità.
  • lo sci si pratica in montagna, dove è possibile respirare aria pulita e si è a stretto contatto con la natura.

Quando l’attività agonistica: dagli 11 anni

13 – Yoga

Lo yoga è una pratica adatta a qualsiasi bambino, ma è soprattutto indicata per i bambini che fanno fatica a stare fermi, oppure che sono aggressivi, ansiosi, paurosi o con disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento.

14 – Zumba

Sempre più palestre propongono corsi di zumba per bambini. Questo sport permette ai bambini di esprimere la propria fisicità. Un’attività fisica di questo tipo aiuta a combattere l’obesità, a migliorare la coordinazione e il controllo dei movimenti. Mentre la musicalità e le coreografie di gruppo sviluppano la creatività, la fantasia e il rispetto per gli altri.

15 – Rugby

É uno sport sempre più scelto in Italia come alternativa al calcio. Un’attività in cui si incoraggiano gli avversari, in cui si sta insieme agli altri. I ragazzi che giocano a rugby si ritrovano senza neppure accorgersene a rispettare gli orari, i compagni, il capitano, gli allenatori e, cosa essenziale, gli avversari

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