ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI: 8 ERRORI DA NON FARE

alimentazione dei bambini

L’ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI È UN’ABITUDINE PREZIOSA DA IMPARARE SUBITO.

Come curi l’alimentazione dei bambini? Il tuo bimbo ha una corretta alimentazione? Gli hai dato delle regole che saranno per lui preziosissime anche in futuro?

Ci sono delle domande a cui è urgente rispondere, soprattutto se si tratta dell’alimentazione dei bambini.

È bene che tu lo sappia: le scelte degli adulti si riflettono inderogabilmente sulla vita dei bambini. In questo, neanche l’alimentazione dei bambini fa eccezione. Anzi: è uno degli aspetti che maggiormente risente delle scelte degli adulti.

L’alimentazione si impara da piccoli. Ecco perché è importante che la famiglia educhi anche a tavola.

Accanto ai consigli medici e pediatrici, ci sono delle piccole accortezze di cui tenere conto, che aiutano mamma e papà a prendersi cura dell‘alimentazione dei bambini in maniera sana e corretta.

Vediamo di che si tratta.

1. Il piccolo mangia con le mani: non sgridarlo!

Dopo lo svezzamento, toccare il cibo con le mani e manipolarlo è un modo per conoscere non solo il cibo stesso, ma anche il mondo. La conoscenza in questa fase avviene proprio attraverso il tatto. La mano è il ponte di passaggio tra il caldo della mamma e il freddo della posata. Lasciare che il bimbo esplori è un’esperienza preziosa, anche se probabilmente vorremmo ripulire subito pappe e bicchieri d’acqua rovesciati. Manteniamo lòa calma: è una fase che dura poco!

2. A tavola niente TV e schermi 

I piccoli vanno educati a concentrarsi su ciò che stanno mangiando. È importante, quindi, che il momento dei pasti avvenga lontano da tablet, telefonini e anche TV. Un bimbo distratto non sarà mai sazio e potrebbe diventare un adulto che mangia senza gustare e non riconosce il senso del limite a tavola. Sappiamo che spesso distrarre il bimbo con i cartoni animati ci aiuta ad imboccarlo senza troppi problemi, ma rischieremmo di fargli prendere un’abitudine sbagliata troppo difficile da sradicare. Questo potrebbe riflettersi sull’educazione al cibo e qualsiasi novità introdotta nel piatto avrebbe più probabilità di essere rifiutata invece che accolta.

3. Se rifiuta un piatto non insistere  

Quando il bambino non vuole un piatto, ci viene spontaneo insistere. Questo atteggiamento in molti casi  Ma in molti casi ottiene un rifiuto ancora più netto. Il segreto è giocare di fantasia e proporre il piatto sotto un’altra forma. Le verdure possono essere trasformate in sugo per la pasta oppure in polpette. Incuriosiremo il nostro bimbo e lo divertiremo anche.

4. Non farlo mangiare da solo  

Oggi è molto difficile conciliare gli orari di tutti i componenti della famiglia, ma è comunque di basilare importanza che il piccolo non venga lasciato da solo al momento del pasto. I pasti scandiscono la giornata e devono essere vissuti come momenti di serenità. Anche solo sedersi accanto al bambino e fargli compagnia mentre mangia è un buon metodo per ritualizzare questo momento così importante della giornata.

5. Fino a 2 anni NO allo zucchero

Lo zucchero è la prima causa di obesità, diabete e carie già nella prima infanzia. Negli adullti aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. Se hai l’abitudine di dargli un biscotto a fine pasto o di aggiungere zucchero nel suo latte, il tuo bambino si abituerà a mangiare dolci fin da subito. Di conseguenza, ricercherà sempre di più il sapore deciso dello zucchero anche da adulto. Il dolce, insomma, diventa una sorta di “droga” di cui non si può fare a meno. Privilegia, invece, la frutta che contiene naturalmente zucchero in quantità moderata.

Quanto zucchero dare ai nostri bambini? Dopo i due anni e fino ai 18, secondo le linee guida dell’OMS, l’apporto di zuccheri aggiunti deve essere inferiore al 10% delle calorie totali. Ad esempio un bambino di 5 anni con un fabbisogno energetico di 1600 calorie al giorno non dovrebbe mangiare più di 40 grammi di zuccheri; un bambino di 10 anni con un dispendio energetico di 2300 calorie al massimo 57 grammi.

6. Fino a 1 anno NO al sale 

Anche il sale, come lo zucchero, è un’abitudine controproducente da correggere subito. Il sapore deciso del sale spinge il bambino a ricercarlo negli alimenti che gli vengono proposti. In questo modo, il piccolo rifiuta con maggiore facilità la frutta e la verdura, alimenti neutri fondamentali per una corretta alimentazione dei bambini.  Inoltre, troppo sale aumenta il rischio di malattie cardiovascolari da adulti.

Quanto sale dare ai nostri figli? Al massimo 2-3 grammi al giorno nei bambini sopra un anno, 5 grammi al giorno dai 14 anni in poi.

7. NO alle merendine ricche di sale e grassi saturi    

La merenda ideale è rappresentata da yogurt o frutta. Questo non vuol dire che le merendine siano da evitare del tutto, ma occorre regolarne l’assunzione con molta attenzione.

Come scegliere le merendine? Ti basta dare un’ occhiata all’etichetta: ci dev’essere la dicitura “a basso contenuto di sale, zucchero e grassi saturi “.

Il sale non dev’essere superiore a 1 grammo su 100 grammi di prodotto

I grassi saturi non devono superare 1 grammo e mezzo su 100 di prodotto. I grassi sono spesso poco certificati, perché provenienti da paesi tropicali dove i controlli sono minimi.

8. Evita succhi di frutta e tè freddo confezionato  

Sono “calorie liquide”, bevande senza alcun potere nutritivo perché fatte con coloranti e zucchero. Quando un bimbo beve un the da 200 ml, sta ingerendo almeno 25 grammi di zucchero. La dose quotidiana del bimbo, invece, è attestata al 10% delle calorie della giornata.

L’alimentazione dei bambini rientra nelle buone abitudini da insegnare a tuo figlio. Non trascurarla significa costruire per il piccolo un futuro di buona salute.

Se vuoi saperne di più sull’obesità infantile, leggi i consigli della Nutrizionista.

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