OBESITÀ INFANTILE, LA GUIDA PER CAPIRE COSA SUCCEDE AI NOSTRI BAMBINI

obesità infantile

Da dove viene e come si combatte l’obesità infantile?

Malnutrizione per difetto e malnutrizione per effetto: le due facce di una stessa medaglia che si chiama “mondo”. Mentre una parte del mondo muore ogni giorno a causa della prima, l’altra parte del mondo consuma giornalmente un quantitativo eccessivo di cibo. Il risultato è una vera e propria epidemia di obesità, tanto che è stato coniato il termine “globesity”. Guardando all’educazione alimentare di buona parte del pianeta, l’obesità infantile diventa un allarme da non ignorare.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’obesità come una condizione caratterizzata da eccessivo peso corporeo per accumulo di tessuto adiposo, in misura tale da influire negativamente sullo stato di salute. Tale condizione riguarda sia l’età evolutiva sia l’età adulta.

Come si origina quindi l’obesità infantile?

Sempre più studi dimostrano che le abitudini alimentari dei primi anni di vita possono influenzare il comportamento alimentare dell’adulto. Ma un’inversione di tendenza è possibile: l’obesità infantile e i suoi effetti negativi sulla crescita e sullo stato di salute si possono prevenire. Sul territorio nazionale sono attivi programmi di prevenzione e di sorveglianza per arginare la problematica, in un Paese che registra il 9.3 % di bambini obesi e il 21.3% di bambini in sovrappeso. La maggiore parte dei bambini soggetti a obesità infantile si trova al Sud. (Fonte: Istituto Superiore di Sanità/Okkio alla Salute).

Ti sei mai chiesto perché questo accade?

L’eziologia è certamente multifattoriale e chiama in causa la genetica quanto l’ambiente. In merito al fattore genetico, è stato dimostrato che i figli di uno o entrambi i genitori obesi hanno una maggiore probabilità di essere obesi.

Tra i fattori ambientali, è possibile annoverare tanto il fattore alimentare, quanto la sedentarietà. Entrambi contribuiscono allo sviluppo dell’obesità infantile.

L’alimentazione deve essere sana, varia e bilanciata. Deve essere “cucita su misura” per il bambino soprattutto in funzione della sua crescita staturo-ponderale. Vanno, poi, considerate la composizione corporea e i livelli di attività fisica del bambino. Non si deve dimenticare, inoltre, che l’alimentazione non è semplice soddisfazione del bisogno biologico, ma ha anche valenza emozionale/affettiva. Il cibo è, fin dalla nascita, uno dei principali mediatori nella relazione col mondo.

Educare i bambini a mangiare bene per prevenire sovrappeso e obesità può essere un gioco, ma è soprattutto una strategia.

Vuoi qualche esempio?

  • Consumare cinque pasti giornalieri
  • Rispettare una corretta idratazione, evitando le bevande zuccherate
  • Eliminare i cosiddetti junk food (cibi spazzatura) privi di nutrienti e ricchi di grassi (saturi e idrogenati), zuccheri e conservanti
  • Aumentare il consumo di frutta e verdura

In realtà, i cosiddetti “fuoripaso” contribuiscono già al superamento dei cinque pasti al giorno, ma è anche vero che esiste un abuso di bevande zuccherate e che i “cibi spazzatura” sono i preferiti dai bambini. In più, indagini sul consumo alimentare dimostrano che i bambini mangiano pochissima verdura e la rifiutano per questione di gusti. I genitori, poi, tendono a sostituire le verdure con altri cibi, spesso per zittire i capricci. Come dice il prof. Umberto Veronesi: “Se i genitori mangiano tanta frutta e verdura e sulla tavola la frutta non manca mai, se  in casa  i dolci non esistono, allora le tendenze alimentari dei bambini si orienteranno di conseguenza”.

Anche la scarsa attività motoria gioca un ruolo fondamentale per lo sviluppo di sovrappeso ed obesità infantili. Lo stile di vita dei bambini di oggi, tra tecnologia e automazione, riduce al minimo sforzo le attività quotidiane. I nostri bambini sono sempre più vittime della “videodipendenza”, sempre meno abituati a camminare e a giocare all’aperto.

Nutrizione ed attività fisica sono fattori fortemente legati anche nel caso in cui il bambino non sia sedentario. Spesso si pensa che un’alimentazione abbondante sia assolutamente necessaria per assicurare il “recupero” post-attività fisica. Non che questo sia falso, ma non è difficile ricorrere ad un’alimentazione qualitativamente e quantitativamente inadeguata rispetto alle esigenze fisiologiche del bambino, esigenze spesso sovrastimante da genitori e nonni.

La diffusione del fenomeno obesità è una problematica sociale da contrastare ad ogni livello possibile, a partire da casa e passando per la scuola, fino alle istituzioni ricordando che un bambino normopeso non è solo un bambino in salute, ma sarà anche un adulto con minore probabilità di sviluppare patologie.

a cura della dr.ssa Maria Carmela Padula, Biotecnologa e Nutrizionista

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